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...Le
lingue...
La
loro origine si può sicuramente attribuire allo
scrittore de Il Signore degli Anelli, Tolkien, che
è noto ed apprezzato dai suoi estimatori per
l'invenzione di un numero straordinario di linguaggi
fittizi usati nelle sue creazioni. Addirittura, il
Professore di Oxford creò una complessa grammatica
minuziosamente descritta in migliaia di pagine
sparse (per la maggior parte non pubblicate). Fin
dalla sua giovinezza Tolkien creò semplici
linguaggi segreti da usare con gli amici e la sua
passione per le lingue è celebre e ben conosciuta a
molti. Addirittura giunse ad affermare che la
creazione della Terra-di-Mezzo e di tutto il Signore
degli Anelli fosse un pretesto per creare un mondo
dove le lingue da lui create potessero apparire
reali!
Il
Quenya
Il
Quenya è sicuramente la più importante creazione
di Tolkien, la sua lingua più celebre e la più
rinomata nelle sue opere. E' associabile al Latino,
poiché nel Signore degli Anelli tale lingua era
ormai relegata ai libri e ai canti epici degli Elfi,
e ben pochi la parlavano. All'epoca delle vicende
raccontate nel Silmarillion, invece, il Quenya era
la lingua ufficiale dei Noldor, il ramo degli Elfi
che dalla Terra di Mezzo giunse nel Reame Beato di
Valinor. Dopo che Melkor distrusse i preziosi alberi
fonti di luce di Valinor, sdegnati per l'immobilismo
dei Valar (gli Dei), i Noldor abbandonarono Valinor
e si fusero con gli Elfi Grigi rimasti nella Terra
di Mezzo. Così il prestigioso Quenya si fuse col
Sindarin, la lingua elfica di quelle terre, e rimase
solo in uso nelle famiglie regnanti, nelle opere
letterarie e in alcuni nomi di luoghi.
Fu
la prima lingua "seria" inventata da
Tolkien, che lui inizialmente denominava
"Lingua delle Fate". Col tempo, il Qenya
si tramutò nel Quenya che viene parlato nel Signore
degli Anelli, e molte regole grammaticali e
parole cambiarono rispetto a quelle presenti nel
Lessico Qenya compilato da Tolkien in precedenza. Il
Quenya doveva essere la lingua fonicamente più
bella e musicale di tutte, un misto tra latino,
greco e finnico, con influssi spagnoli e italiani,
ma molto più ricca di vocali e consonanti labiali.
Il
Sindarin
Se
il Quenya è il linguaggio più famoso e apprezzato
nelle opere di Tolkien, il Sindarin è però quello
più importante di tutte, a causa anche dell'elevato
numero di esempi che Tolkien ci fornisce nelle sue
opere. Il Sindarin è la lingua degli Elfi Grigi,
coloro che rifiutarono di recarsi in Valinor come
fecero i Noldor. Essi rimasero dunque nella Terra di
Mezzo, e svilupparono una lingua propria. Quando i
Noldor, dopo tremila e più anni di separazione,
tornarono nella Terra di Mezzo, ebbero difficoltà a
prendere contatti con gli Elfi Grigi a causa della
lingua differente. Il Sindarin si evolse dai
dialetti Doriath, Falathrim e Mithrim, prendendo
un'intonazione più pratica e meno leggiadria di
quella del Quenya. I Noldor, tuttavia, appresero in
fretta il Sindarin e cominciarono anche loro a
utilizzarlo. Quando però il re degli Elfi Grigi
proibì l'uso del Quenya, la lingua parlata in
Valinor scomparve quasi del tutto e divenne quella
che poi sarà il Latino Elfico.
Il
Sindarin è anche detto "Grigio-Elfico".
Tolkien lo aveva creato come linguaggio usuale tra
gli Elfi, quelli cioè che nel Signore degli
Anelli incontriamo a Gran Burrone o a Lothlorien.
Diversamente dal Quenya, il Sindarin si ispirava all
lingue gallesi, e aveva quindi una musicalità ben
diversa. Ma come la prima creazione di Tolkien, il
Sildarin ha le stesse regole fonetiche. Inizialmente
era denominato Gnomico, poi tolkien lo adottò come
la lingua dei Noldor e dunque la chiamò Noldorin.
Infine, decise di separare gli Elfi Grigi dai Noldor
e quindi il Quenya dal Sindarin, creando il
linguaggio odierno. Il Sindarin è anch'esso una
lingua imparabile.
Il
Nandorin
Durante
il lungo cammino da Cuiviénen al Mare, alcuni Elfi
Telerin rifiutarono di attraversare i terrificanti
Monti Brumosi. In Quenya, tali Elfi furono
successivamente chiamati i Nandor o "Coloro che
tornano indietro". Tutto ciò che è noto della
lingua Nandorin sono circa trenta vocaboli, la
maggior parte dei quali si trovano nelle Etimologie.
I Silvani non avevano elaborato nessuna forma di
scrittura, e coloro i quali ne avevano appreso
l'arte dai Sindar si sforzavano di scrivere in
Sindarin. Alcuni dei Sindar che giunsero nel reame
di Thranduil sfuggendo alla distruzione del Doriath
adottarono la lingua Nandorin e presero nomi di
forma e stile Silvano, così come i Noldor avevano
adattato i loro nomi Quenya in Sindarin secoli
prima.

Frasario
Elfico
Saluto
(incontro):
-
Una
stella brilla sull’ora del nostro
incontro - Elen sila lumenn omentilmo
-
Buon
(giorno/mattino/pomeriggio/sera) - ‘Quel
(re/amrun/andune/undome)
-
Salute
(a tutti) - Vedui’ (il’er)
-
Salve
- Aaye
-
Sono
al vostro servizio - Amin naa tualle
-
È
passato tanto tempo - Nae saian luume’
-
Il
mio cuore canta nel vedervi - Cormamin lindua
ele lle
-
Piacere
di incontrarvi - Saesa omentien lle
-
Ben
trovato - Mae govannen
-
Ancora
voi? - Lle au'
Saluto
(abbandono):
-
Venti
favorevoli - Vanya sulie
-
Arrivederci
- Namaarie
-
Buona
caccia - Quel fara
-
Spero
sarà un lungo viaggio - Amin estela ta nauva
anlema
-
Possano
le foglie della vita mai diventare marroni - Aa’
lasser en lle coia orn n' omenta gurtha
-
Possano
i venti gonfiare le vostre vele - Aa’ i’sul
nora lanne’lle
-
Possano
i vostri sentieri essere verdi e dorati - Aa’
menle nauva calen ar’ malta
-
Riposa
bene - Quel esta
-
Dormi
bene - Quel kaima
-
Dolce
acqua e tenere risa fino al nostro prossimo
incontro - Lissenen ar’ maska’lalaith
tenna’ lye omentuva
-
A
dopo - Tenna’ telwan
-
Al
prossimo incontro - Tenna’ ento lye omenta
-
A
domani - Tenna’ tul’re
Complimenti:
-
La
vostra vista è sempre una gioia - Oio naa
elealla alasse’
-
Voi
siete un grande guerriero - Lle naa
belegohtar
-
Voi
siete un abile arciere - Lle naa curucuar
-
Voi
siete bellissima/o - Lle naa vanima
-
Ottimo
lavoro - Lle ume quel
-
Stai
bene - Lle maa quel
-
La
vostra bellezza riluce - Vanimle sila tiri
-
Il
vostro cuore è quello del leone - Cormlle
naa tanya tel’raa
Insulti:
-
Cane(i)
codardo(i) - Nadorhuan(rim)
-
Banchetto
per lupi (ucciso un nemico) - Mereth en
draugrim
-
Uccello
in gabbia(Ucciso un nemico) - Andodulin
-
Vai
a baciare un orco! - Auta miqula orqu
-
Ti
odio - Amin delotha lle
-
Ascolta
le mie risa - Lasta lalaithamin
-
Troppo
vento esce dalla tua bocca - Antolle ulua
sulrim
-
Figlio
di serpenti - Utinu en lokirim
-
Tu
sei re nella tua immaginazione - Lle naa
haran e’ nausalle
-
Mi
disgusti - Amin feuya ten’ lle
-
Puzzi
come un umano - Lle holma ve’ edan
-
Sei
orrendo e tua madre ti veste in maniera buffa - Lle
n'vanima ar' lle atara lanneina
-
La
tua testa è vuota - Dolle naa lost
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