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Luglio 2002
 
 
Una giornata tipo insieme ad Antonio Cassano
 
Un'innata simpatia, una sfrontatezza gridata, dietro la quale scoprire un ragazzo semplice, inaspettatamente timido e riservato.
Antonio Cassano conquista Kapfenberg con quell'innata genialità che calamita l'attenzione e gli applausi dei tifosi giunti tra le montagne della Stiria. Il luogo scelto da Capello per la quarta volta consecutiva come sede del ritiro estivo, non si distingue certo per divertimenti o particolari svaghi. Proprio per questo adorato dal tecnico giallorosso, il cui fine primario è riuscire a far isolare i suoi tra il verde e il fresco dei monti austriaci, ma per lo stesso motivo vissuto dai protagonisti solo come un luogo di lavoro, nel quale prepararsi al meglio, sperando che i giorni passino il prima possibile.
Non per Cassano, geniale sia con la palla al piede, tra giocate imprevedibili e colpi da campione, sia nel tempo libero. Spassoso come pochi, vero animatore del gruppo romanista, capace di trasformare il monotono ritiro di kapfenberg in un continuo spunto divertente e originale. Ed è proprio lui a raccontarci una giornata tipo tra allenamenti e momenti di relax.
 
ORE 8.00
Mi alzo insieme a Montella, con il quale divido la stanza. Io e Vincenzo siamo molto amici, prima che arrivasse in ritiro lo chiamavo ogni tre giorni e scherzavamo per telefono. Siamo uniti, lo stimo molto: Air Force 9 è unico, un grande!
 
ORE 8.30
Scendo a far colazione insieme ai compagni. Non bevo nè latte nè caffè, solo un bicchiere d'acqua con pane e marmellata.
 
ORE 10.00
Inizia l'allenamento. I primi giorni è stato veramente faticoso, ma io mi sento sicuramente meglio dell'anno passato, sono più in forma e risento meno del duro lavoro. Fisicamente sto lavorando molto sulla corsa, Capello vuole che impari a giocare non solo da fermo perchè ormai nessuno se lo può più permettere nel calcio di oggi. Sono arrivato in ritiro con un chilo in sovrappeso, ma in breve l'ho smaltito. La mattina oltre a correre facciamo esercizi in palestra, addominali e streching.
 
ORE 11.30
Finisce l'allenamento e appena posso mi tuffo in piscina, dove dopo un ora e mezzo di duro lavoro mi rilasso e ho la possibilità di mostrare i miei tre tatuaggi. (Un tribale sulla schiena, il suo nome in giapponese sull'avambraccio sinistro, un altro colorato sul destro). Li ho fatti da poco e mi piacciono molto, così come quest'estate ho risolto il problema di pelle che avevo: sono diventato proprio carino! (sorride).
 
ORE 13.00
é il momento del pranzo. Dopo aver mangiato siamo liberi fino all'allenamento del pomeriggio. Passo il tempo giocando a carte insieme a Candela e Tomic. Scala quaranta è il nostro gioco preferito, ci passiamo il pomeriggio e la sera. Sto poco al telefono, cambio sempre numero e poi mi perdo spesso il cellulare. Quando chiamo in Italia, mi fa piacere sentire qualche amico, ne ho ancora tanti a Bari. Oltre che di Montella, sono molto amico di Emerson, tant'è che porto sempre con me il braccialetto che "Emi" mi ha regalato per il mio ventesimo compleanno. Non gioco alla Playstation, preferisco guardare la televisione. Leggo poco, non ho vizi e mi piace divertirmi con semplicità, senza fare qualcosa di particolare. Sdrammatizzo le situazioni, a volte esagero, ma con il tempo sto imparando anche a controllarmi rimanendo in silenzio.
 
ORE 17.00
Inizia il secondo allenamento della giornata, che dura un paio d'ore. Alle 19.00 rientriamo in stanza, in attesa della cena, passando tra i tifosi che ci chiedono foto e autografi.
 
ORE 20.00
é il momento della cena, quello nel quale si creano più spunti divertenti.
 
ORE 22.30
Vado a dormire. Nell'intervallo tra la cena e quest'ora, oltre che giocare a carte, ogni tanto faccio due passi fuori dall'hotel, ma Kapfenberg non offre posto particolari dove poter andare a passeggiare. Preferisco, quindi, rimanere in albergo con gli altri. Il ritiro è il modo anche per conoscere i nuovi e in questo senso mi ha impressionato Guardiola: oltre a essere un grande campione in campo, è anche un bravissimo ragazzo, mi ci trovo proprio bene. Parlo con lui, così come con tutti, mi trovo bene in questo gruppo sto alla grande, Capello confida motlo in me per la prossima stagione e io ne sono lusingato: sono pronto per ripartire alla grande!

 
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