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Biografia
Antonio Cassano è nato il 12 luglio 1982 a Bari, il giorno dopo la vittoria dell'Italia ai mondiali. Nel popolare quartiere in cui cresce, l'unico gioco è il calcio ed Antonio dimostra sin da subito di saperci fare, tanto che i ragazzini più grandi di lui lo chiamano spesso per giocare a pallone. La sua infanzia è tutt'altro che facile: cresce da solo insieme alla madre in una situazione economica priva di agi. Antonio inizia a giocare con la squadra della ProInter, prima di passare alle giovanili del Bari. È qui che tutti iniziano ad accorgersi dell'immenso talento di questo ragazzo: segna grappoli di gol a partita, tanto che a soli 17 anni l'allenatore della prima squadra, Fascetti, lo fa esordire in Serie A, nel derby con il Lecce, l'11 dicembre 1999. La Domenica successiva Cassano è titolare nella partita che il Bari gioca al "San Nicola" contro l'Inter: è il 17 Dicembre 1999 e tutta Italia scopre questo genio del Calcio. A pochi minuti dalla fine un suo gol capolavoro decide la sfida in favore dei puglesi e tutti i giornali lo etichettano come il nuovo fuoriclasse del calcio Italiano. Le immagini di quel gol girano il mondo. In campionato continua a mostrare le sue indubbie doti e per lui si inizia a parlare di un trasferimento in un grande club, in particolare la Juventus. Ma il 7 Marzo 2001 arriva la sorpresa: la Roma acquista Cassano per 60 miliardi di Lire, soffiando così il giocatore alla Juventus. Nel frattempo Cassano ha fatto i suoi esordi con la Nazionale Under 21, ma il suo rapporto con Gentile non è buono. L'allenatore non capisce la personalità di Cassano, mettendo il giocatore addirittura fuori rosa. Antonio è infatti un ragazzo estroverso, geniale, estroso, a volte bizzoso, ma sul talento calcistico non c'è da discutere. Una volta arrivato a Roma lega subito con quello che ha sempre definito il suo idolo: Francesco Totti. Fra i due nasce una grandissima amicizia ed una spettacolare intesa anche sul campo. L'esordio in maglia giallorossa è l'8 settembre 2001, nella partita Roma - Udinese. Per Antonio non sono però tutte rose e fiori: il primo anno alla Roma passa fra alti e bassi, alternando belle prestazioni e giornate opache ed incomprensioni sia con Mister Capello che con i compagni di squadra. La stagione 2002/03 viene definita come la stagione del "decollo" di Cassano; sarà così solo a metà. I rapporti con Gentile restano freddi, anche perchè Antonio dichiara più volte di puntare alla Nazionale maggiore e agli Europei del 2004. La prima metà del Campionato è deludente sia per Antonio che per la Roma: Cassano trova poco spazio e più volte per protesta diserta gli allenamenti. È qui che interviene alla grande Fabio Capello. L'allenatore dall'alto della sua esperienza inizia a lavorare sul carattere di Antonio, facendogli capire che nel calcio non basta solo il talento, ma ci vuole anche il cervello. Inoltre Capello lavora molto anche sulla maniera di giocare di Cassano: il Mister insegna ad Antonio a giocare per la squadra, retrocedere quando ce n'è bisogno, avere una posizione ben precisa in campo. La seconda metà di stagione è da incorniciare: 12 gol tra campionato e Coppe e la certezza che ora la Roma può puntare al 100% su questo giocatore. Inizia una nuova stagione e Cassano ha ancora tutti i riflettori puntati addosso: questa deve essere la stagione della consacrazione, quella che lancerà Cassano nell'Olimpo del calcio Italiano ed Europeo. Ed Antonio non delude le attese: dimostra di essere maturato sia come giocatore che come uomo (anche se ogni tanto commette delle marachelle o "Cassanate" come le ribattezza Capello). Insieme a Totti è il faro di una Roma stratosferica e a suon di grandi prestazioni si guadagna anche la tanto desiderata maglia della Nazionale. Ormai Cassano è lanciato, è un calciatore completo: non è più uno splendido giocoliere, ma gioca per la squadra, lo si vede in difesa a recuperare palloni ed ha anche acquisito una notevole capacità di realizzazione sotto porta. Un fuoriclasse annunciato destinato a scrivere pagine indelebili della storia del calcio italiano.
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